Chi ha sparato?

A compiere la strage è stato Stephen Paddock, un sessantaquattrenne multimilionario che, durante gli anni del boom edilizio, fece fortuna grazie ad ingenti investimenti nel mattone. Il fratello Eric lo definisce un uomo tranquillo.

Dopo aver compiuto la strage Stephen ha rivolto l’arma contro di se e ha fatto fuoco.

Nella camera sono state trovate 23 armi da fuoco (tra cui due fucili posti su treppiedi vicino alla finestra) e centinaia di munizioni. Nella casa dell’attentatore sono state rinvenute altre 19 armi, migliaia di munizioni ed esplosivi.

La rivendicazione dell’ISIS

L’ISIS non ha esitato a rivendicare l’attentato tramite l’organo ufficiale di propaganda (l’agenzia Amaq). Il Califfato sostiene che l’attentatore si convertì mesi fa all’islam entrando a far parte della schiera di soldati ISIS. Al momento nelle indagini non sono emersi elementi che potrebbero ricondurre il Paddock all’ISIS, l’FBI è quasi certa che non si tratti di terrorismo.

Il dibattito ora si sposta sulle armi:

La discussione in merito alla libera vendita di fucili e armi si riapre, Hillary Clinton è tornata a fare pressing sulla lobby delle armi, Zuckerberg (il fondatore di Facebook) chiede maggiori controlli.

La Casa Bianca non ha però dato seguito alle polemiche: "C'è un tempo e un luogo per il dibattito politico, ma non è ora", afferma la portavoce Sanders. Aggiunge poi: "Il presidente è un convinto sostenitore del secondo emendamento (che garantisce ai cittadini di possedere armi, ndr) e adesso non ha altro da aggiungere".



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