In questi giorni il "New Yorker" è uscito con un articolo in merito agli edifici fascisti in Italia e, come si legge dal titolo del post, si son chiesti come mai così tanti edifici fascisti siano ancora in piedi in Italia.

Ruth Ben-Ghiat, docente di Storia e Studi italiani presso la New York University, ha firmato un articolo sul New Yorker che ha scatenato il dibattito sia italiano che internazionale. La domanda che si pone la Ben-Ghiat è: perché in Italia ci sono ancora i monumenti fascisti? Domanda strana, contorta e –certamente– non di facile risposta.

Partiamo da un presupposto: non prendetemi come un fascista o uno che appena esce di casa urli ai quattro venti Dux Mea Lux. Quindi non aspettatevi da parte mia un post in cui elogerò il Duce, le sue opere e le sue conquiste. Né in positivo né in negativo.

Innanzitutto il ventennio, come dice il termine stesso, è durato vent'anni. In 20 anni se ne costruiscono di palazzi, si rinnovano spazi e se ne bonificano di paludi.
Tornando al discoro architettonico vorrei precisare quante opere sono state edificate nel ventennio, architetti di fama mondiale hanno firmato progetti maestosi tra cui il Palazzo della Civiltà Italiana a Roma (noto come il Colosseo Quadrato, sede di fendi ndr), l'intero quartiere dell'EUR e altre millemila costruzioni sparse per tutta Italia.

Il Palazzo della Civiltà Italiana (noto anche come il Colosseo Quadrato) Il Palazzo della Civiltà Italiana (noto anche come il Colosseo Quadrato) .
Credit: AFP Photo / Alberto Pizzioli

Non va nemmeno dimenticato come, dopo la Grande Guerra, in Italia (ed Europa) si siano sviluppati movimenti artistici di elevatissimo spessore ispirati alla macchina, all'individuo e al movimento. Siamo nell'epoca delle Avanguardie. Tra i principali movimenti artistici vi sono il futurismo con Antonio Sant'Elia, l'Art Nouveau e la Secessione Viennese.

Tra gli architetti che videro la loro maggiore espressione artistica troviamo i razionalisti Giò Ponti, Marcello Piacentini, Giuseppe Terragni, Luigi Figini, Gino Pollini e, in seconda battuta, si aggregherà Adalberto Libera. Questi maestri dell'architettura razionale (e strettamente monumentalista) fecero parte del Movimento dei Sette e poi del M.I.A.R. (movimento italiano per l'architettura razionale ndr). Al M.I.A.R. aderirono poi una cinquantina di altri architetti.

La questione del M.I.A.R. forse è la più combattuta e, forse, anche la più filo-fascista. Molti dei Sette si proclamarono apertamente fascisti e, non da ultimo, sostengono che l'architettura razionalista sia la più adatta ad esprimere l'ideale del Regime.

Nel 1931, durante l'Esposizione Universale Romana (l'EUR, ndr), nasce la svolta: i sostenitori della vecchia accademia dei razionalisti sostengono che questo stile è troppo avanti per un regime autoritario quale il fascismo è, le ostilità interne al MIAR sono talmente dure che il Movimento viene sciolto. Da questo momento i vari architetti che si riunirono nel MIAR iniziarono ad operare autonomamente lasciando la maggior parte degli incarichi loro affidati dal Regime.

Fortunatamente gli architetti riuscirono a terminare alcune delle maggiori opere razionaliste iniziate (tra cui la Casa del Fascio di Terragni).

La ex Casa del Fascio a Como progettata da Terragni La ex Casa del Fascio a Como progettata da Terragni

Fatta questa lunga premessa in merito all'architettura del ventennio veniamo al sodo: perché gli edifici sono ancora in piedi?

La risposta non è facile, forse scontata, forse impossibile.
La prima cosa a cui ho pensato è stato capire se vi fosse una risposta, giunto ad una conclusione posso affermare che forse è più facile disquisire in merito al sesso degli angeli (trovandone una soluzione) rispetto al dilemma Edifici su o edifici giù.

La prima cosa che mi viene in mente è che nel ventennio gli edifici costruiti furono tanti, imponenti e grandi. Di conseguenza eliminarli vorrebbe dire radere al suolo metà Italia e la maggior parte delle infrastrutture dello Stivale (eh si, Milano Centrale, Roma Termini, Santa Maria Novella a Firenze et al ci fanno comodo...).

Inoltre perché dovremmo eliminare i monumenti fascisti? Ricordano Benito? Personalmente ritengo che l'architettura razionalista sia elegante, pulita e lineare. Parere personale.

Forse la risposta più logica e razionale (per stare in tema) sia nel sangue italico: siamo stati partecipi delle più grandi innovazioni architettoniche del mondo sin dalla notte dei tempi. Se in Italia avessimo raso al suolo tutti i monumenti ed edifici "scomodi" alla storia avremmo ora un'unica distesa di asettiche villette a schiera. Perché con la caduta dell'Impero Romano non è stato demolito il Colosseo? Perché con l'unificazione italiana non sono stati abbattuti i monumenti che ricordavano i ducati, principati etc?

Per rispondere al dibattito "Su o giù" citerei Émilie du Châtelet che in Discorso sulla felicità disse: «La nostra felicità non dipende soltanto dalle gioie attuali ma anche dalle nostre speranze e dai nostri ricordi. Il presente si arricchisce del passato e del futuro.»



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